XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Letture dell’11 SETTEMBRE 2022)

AMICO DEI PECCATORI
Tre parabole, che in realtà sono una sola, per dire che Dio è un Padre misericordioso e che Gesù è il volto visibile del suo amore che salva. Di fronte a questa pagina la Chiesa intera, ogni comunità e ciascun cristiano sono invitati a chiedersi fino a che punto sono per i peccatori il volto visibile dell’amore misericordioso del Padre e di Gesù.

RITI D’INIZIO
Canto d’ingresso o antifona: Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano; i tuoi profeti siano trovati degni di fede. Ascolta la preghiera dei tuoi servi e del tuo popolo, Israele. (Cf Sir 36,18)

ATTO PENITENZIALE
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa. Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA
O Dio, creatore e Signore dell’universo, volgi a noi il tuo sguardo, e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio per sperimentare la potenza della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo… Oppure: O Padre, che in Cristo ci hai rivelato la tua misericordia senza limiti, donaci di accogliere la grazia del perdono, perché la Chiesa si rallegri insieme agli angeli e ai santi per ogni peccatore che si converte. Per il nostro Signore Gesù Cristo… A: Amen.


PRIMA LETTURA
Mentre il Signore consegna a Mosè le tavole della Legge per l’alleanza, il popolo si perverte facendosi un vitello d’oro da adorare. Lo sdegno di Dio è calmato da una preghiera di Mosè, che ricorda al Signore le promesse fatte ai patriarchi e la fedeltà del suo amore per il popolo che lui stesso ha scelto.

Dal libro dell’Esodo (32,7-11.13-14)
In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”». Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione» Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”». Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE – Dal Salmo 50 (51)
Il salmista riconosce umilmente il proprio peccato e si affida con fiducia alla misericordia del suo Dio.

R. Ricordati di me, Signore, nel tuo amore.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; / nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. / Lavami tutto dalla mia colpa, / dal mio peccato rendimi puro. R.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, / rinnova in me uno spirito saldo. / Non scacciarmi dalla tua presenza / e non privarmi del tuo santo spirito. R.
Signore, apri le mie labbra / e la mia bocca proclami la tua lode. / Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; / un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.

SECONDA LETTURA
L’apostolo Paolo presenta se stesso come prova vivente dell’infinita misericordia di Dio che lo ha trasformato da persecutore a banditore del Vangelo. Per questo tutti i peccatori possono avere piena fiducia nella volontà di Dio che vuole salvare tutti.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo (1,12-17)
Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO (Cf 2 Cor 5,19)
Alleluia, alleluia. Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia.

VANGELO
Le parabole della misericordia sono rivolte ai farisei che criticano il comportamento di Gesù verso i peccatori. Essi devono cambiare il loro modo di pensare e rappresentare Dio, che non vuole premiare i giusti e punire i peccatori, ma vuole salvare tutti.

Dal vangelo secondo Luca (15,1-32)
[In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».] Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a

figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Parola del Signore. A: Lode a te o Cristo.

PREGHIERA UNIVERSALE
L’amore misericordioso di Dio Padre è annuncio del Vangelo che ci riempie di gioia. Con la piena fiducia che egli ci ascolta, presentiamogli le nostre preghiere e diciamo insieme: Padre misericordioso, ascoltaci.
• Affinché tutti i confessori accolgano i peccatori, presentando il tuo volto e il tuo sguardo misericordioso, preghiamo.
• Affinché tutti i fratelli che non si sono allontanati dalla comunità siano premurosi e misericordiosi verso i peccatori che si riavvicinano, preghiamo.
• Affinché tutte le comunità cristiane si attrezzino per uscire dalle sacrestie e cercare i fratelli lontani, preghiamo.
• Affinché tutti noi, che siamo riconoscenti a te per- ché ci perdoni sempre, diventiamo ogni giorno più capaci di perdonare i fratelli che commettono colpe contro di noi, preghiamo.
Padre, tu gioisci in Paradiso per ogni peccatore che si pente. Ti preghiamo, arricchisci la tua Chiesa del tuo amore misericordioso, affinché sappia cercare e riportare a te tutti i fratelli che si sono smarriti. Per Cristo nostro Signore. A: Amen.

SULLE OFFERTE
Ascolta con bontà, o Signore, le nostre preghiere e accogli le offerte dei tuoi fedeli, perché quanto ognuno offre in onore del tuo nome giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore. A: Amen.

RITI DI COMUNIONE
Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello. A: O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.

DOPO LA COMUNIONE
La forza del tuo dono, o Signore, operi nel nostro spirito e nel nostro corpo, perché l’efficacia del sacramento ricevuto preceda e accompagni sempre i nostri pensieri e le nostre azioni. Per Cristo nostro Signore. A: Amen.